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Gita a Venezia

All'inizio dell'estate avevamo promesso ai ragazzi de La Pannocchia che in settembre li avremo accompagnati in gita a Venezia, meta di gran fascino per loro e tanti altri.

Per varie vicissitudini e impegni di vario genere siamo riusciti a mantenere il nostro impegno solo ai primi di ottobre.

Parte essenziale ed entusiasmante della gita per i ragazzi è stato il percorso in treno: bellissimo arrivare in stazione mezz'ora prima dell'orario con una gran paura di perderlo, salire a prendere posto nello scompartimento come gli studenti ed i pendolari del mattino, lo scorrere del panorama dai finestrini ritmato dal suono dei vagoni sulle rotaie e l'ultimo percorso Mestre – Venezia in mezzo al mare, in un tripudio di azzurro marezzato di luce sottolineato dai piloni, neri in controluce…

All'arrivo nella stazione S.Lucia siamo venuti a conoscenza di un intoppo: lo sciopero dei vaporetti, per cui il programmato giro di rientro sull'acqua è andato a farsi benedire.

Nessuno comunque si è arrabbiato, anzi qualcuno ha dichiarato: -Meglio così. Al rientro vedremo quello che non si è visto all'andata!-

E via per calli e campielli, ponti attrezzati (molto pochi!) e non (tanti), con le carrozzine di chi non era in grado di camminare spinte da volontari e operatori, tirate a forza di braccia su per i ponti.

Il cielo era splendido, il clima mite con una leggera brezza che rinfrescava e non faceva sudare; l'ideale insomma per una gita a piedi.

C'è stato un inconveniente di poco conto quando il gruppo si è diviso a metà per una svista ad un bivio, ma per fortuna esistono i cellulari che ci hanno permesso di ritrovarci sullo splendido Ponte di Rialto in mezzo ad un mare di turisti.

Sì, perché la bella giornata e lo sciopero ha spinto tutti a girare a piedi.

Dopo il pranzo consumato nei pressi di Rialto, siamo ripartiti per San Marco e la storica piazza, contornata dalle passerelle per l'acqua alta.
Ci sembrava quasi impossibile che servissero davvero alla luce splendente di ottobre.

Infine rientro a piedi fino a piazza Roma, utilizzando una scorciatoia che ci ha permesso di vedere un'altra faccia di Venezia, quella delle case di abitazione e delle strade lastricate in pietra, senza verde se si esclude quello delle piante in vaso.

In stazione ci aspettava il treno; in perfetto orario siamo partiti stanchi ma appagati dalla gita per ritornare a casa o in comunità verso sera.

Commento dei ragazzi:- Quando andiamo a fare un gita in un'altra città?

Bertossi Lisetta