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Progetto: Creiamo la Storia…

Il desiderio più grande?
Quello di volare sulle Ande,
come un condor con ali spiegate,
sento un'aria che non immaginate.
Sopra le colline
mi trasporta il vento
e solo allora sarò contento.
Vorrei atterrare
sulle onde del mare
e non smettere mai di sognare.
B. Giulio

Pedalare sulla cyclette da soli è decisamente noioso; in compagnia è già meglio perché si può chiacchierare, ridere, scherzare, scoprire il proprio io più segreto, comunicare e condividere con gli altri esperienze, sogni e desideri.

Lorella, referente della cooperativa sociale FAI, era meravigliata da quel che sentiva dalle loro bocche nel corso dell'attività motoria. Pensò così di coinvolgere i ragazzi per creare una storia loro, nata dalle esperienze del loro vissuto sia con la famiglia e con i compagni sia con la comunità in cui vivono.

Decise allora di provare a creare un ambiente coinvolgente dove ogni ragazzo avrebbe potuto trovare il piacere di stare assieme agli altri e costruire un racconto fantastico.

Inoltre volle preparare uno spazio dove potessero alleggerirsi dalla zavorra della disabilità per vivere liberamente le proprie emozioni e sognare all'interno di una storia. Cercò anche di fornire uno strumento che consentisse ad ognuno di ritrovare la propria personalità, al di là delle convenzioni sociali, e favorire la loro spontaneità e vitalità represse quotidianamente. Normalmente i ragazzi disabili subiscono i fatti della vita, senza alcun potere decisionale anche minimo.

L'obiettivo finale era quello di dare forma ai loro sogni e desideri con la stesura di un testo, scoprendo i loro talenti o possibilità artistiche, per trasformarli in interpreti di se stessi, per farli partecipare con un ruolo attivo nella società.

Perché "Creiamo la storia" è una sfida alla vita che priva i disabili psicofisici di tante opportunità offerte invece ai normodotati, fino a misconoscere loro la possibilità di sognare.

Nel libro e, poi, nello spettacolo teatrale tratto da esso si vuole dimostrare che anche un disabile può insegnare agli altri ad ascoltare le proprie emozioni, ad elaborarle, a trovare la spontaneità e la gioia di sognare, fruendo di sostegni e supporti adeguati. Uno spastico può vedersi farfalla, un sordo può cantare come una raganella, una persona socievole può organizzare feste nella foresta e, perché no?, un ragazzo in carrozzella può pensare di correre come un cavallo o una lepre o saltare come una bertuccia… Michela Toffoli, operatrice di talento artistico, ha prestato la sua bravura per illustrare la storia; conoscendo molto bene i ragazzi, è riuscita a tratteggiare nei lineamenti degli animali le caratteristiche salienti delle loro personalità.

Il libro sarà pubblicato a breve con il titolo "Il Segreto della Foresta Incantata".

A chi leggerà il testo o vedrà lo spettacolo si vorrebbe trasmettere una "morale del vivere": la consapevolezza cioè che i disabili possono essere unici, protagonisti e risorse all'interno della società e che hanno diritto a dire la loro e ad essere ascoltati.

Interessante sarà verificare la risposta del territorio.

Dopo la prova in "casa", si auspica di poter portare lo spettacolo in teatri esterni con la collaborazione dei comuni interessati. Si vorrebbe inoltre inserire nel libro il CD dello spettacolo teatrale realizzato dai ragazzi del Progetto "Creiamo la storia".

La disponibilità delle pubbliche amministrazioni è fondamentale per investire risorse economiche in un progetto che consenta al disabile di "poter essere" all'interno della società.

Gremese Claudio