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Tonutti Giancarlo, ovvero solidarietà a 360°
Una persona che stimo è Giancarlo Tonutti.
Forse è perché mi ricorda un po' mio padre, figura integerrima, che, già negli anni quaranta, mi ha cresciuta alla pari dei maschi: concedendomi pari opportunità sia nella vita sia nella scuola, ha permesso che sviluppassi la mia personalità . Anche lui era un "puro" che dava importanza ai valori veri, quelli di altri tempi, un Don Chisciotte che non si spaventava di combattere contro i mulini a vento, se considerava questo necessario per sostenere le idee in cui credeva. Più tardi il rapporto con mio marito si è mantenuto sulla stessa linea, così che io ho potuto maturare liberamente e liberamente scegliere.
All'inizio della storia de La Pannocchia, il rapporto con Tonutti è partito in maniera burrascosa: un'incomprensione per le scelte fatte dal Comune in rapporto alla Legge Regionale n. 41/96 a favore dell'ASS n. 4 Medio Friuli per la gestione della disabilità . Noi, genitori di disabili, avevamo molta paura della gestione pubblica: tutti preferiscono, se possibile, utilizzare cure private che garantiscono una maggiore qualità del servizio. Com'era possibile che l'Azienda che non si era mai occupata della disabilità funzionasse bene per i nostri figli? Dopo incontri chiarificatori, ai saluti di Natale l'allora sindaco Tonutti parlò del suo sogno nel cassetto, una soluzione per il futuro dei disabili dopo la mancanza del loro nucleo familiare, il Dopo di Noi. Così sposammo la causa immediatamente e ci demmo da fare con ogni mezzo per realizzare la struttura "Una Finestra sul Futuro - Dopo di Noi", sempre affiancati e sostenuti da lui e dalla pubblica amministrazione, da tutta la Giunta e dall'opposizione. Anche se non era più sindaco, intervenne alla Posa della Prima Pietra e all'inaugurazione, fece tutto il possibile per infondere fiducia ai soci sulle possibilità di coprire i costi e chiudere il bilancio in pareggio negli anni successivi all'inizio della gestione, propose soluzioni e incoraggiamenti…
Uomo politico serio ed attento, si è dato da fare in maniera coraggiosa e con molta dignità per superare le amarezze di non essere stato eletto.
Egli, oltre ad avere una enciclopedica conoscenza su tanti argomenti, un senso dell'umorismo da gentleman inglese, una correttezza nelle sue azioni sia verso i simpatizzanti sia verso gli oppositori, ha una notevole disponibilità di aiuto per chi si trova in difficoltà . Questo attualmente lo ha spinto ad impegnarsi in una missione all'estero nella Costa d'Avorio.
Quello che si propone di fare è di alfabetizzare le ragazze che vivono in quel paese, somministrando loro conoscenza, perché formare le donne vuol dire dare un enorme aiuto all'organizzazione familiare, prima società accertata anche se ormai disconosciuta nei paesi cosiddetti civili.
Le "tantine" sono le ragazzine che si offrono di portare la spesa alle tante (zie) dal mercato a casa loro. La loro età varia da 7 a 14 anni, l'età della scolarizzazione in tutto il mondo; loro invece sopravvivono lontano dalla scuola e imparano il modo di sbarcare il lunario al di fuori della cultura che, forse non sarà indispensabile per vivere, ma fornisce numerose opportunità , negandole invece a chi non l'ha.
Come sempre, anche in Africa le donne sono considerate di seconda scelta, di cui si può approfittare e sfruttare senza scrupoli.
Organizzare scuole di formazione è un impegno non da poco, bisogna lottare contro i problemi locali e la corruzione ad ogni piè sospinto.
Auguro a Giancarlo la miglior fortuna con questa sua missione di pace e di rientrare ricaricato e pieno di energia da spendere in patria.
Lisetta Bertossi